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L’intelligenza emotiva di Steve Jobs

25 febbraio 2019

Steve Jobs. Un californiano geniale, appassionato e ostinato che rivoluzionò il mondo informatico.

Una genialità misteriosa e affascinante che ha attratto la mia attenzione.

In qualità di psicologa clinica, mi sono divertita ad indagare la sua personalità.

Le diverse biografie regalano fotografie differenti, ma ci sono alcune sue caratteristiche su cui tutti concordano:

  • era animato da una fortissima motivazione intrinseca;
  • riusciva a perseguire obiettivi eccellenti;
  • sapeva esercitare un forte ottimismo.

È quindi evidente che la sua arma vincente, quello che gli ha permesso di distinguersi, è stata la sua grande intelligenza emotiva, cioè la sua capacità di essere consapevole, intenzionale e strategico.

Era, semplicemente, un genio visionario. Uno stile che il Brain Style di Six Seconds identifica come:

  • appassionato;
  • trasformazionale;
  • orientato al cambiamento.

Steve Jobs era infatti un innovatore, un rivoluzionario e un vero e proprio agente di cambiamento.

Ma cos’è il Brain Style?

Il Brain Style è un termine coniato da Six Seconds e identifica la modalità attraverso la quale la dimensione emotiva e razionale dialoga all’interno del nostro cervello. Un dialogo che si basa su tre dimensioni:

  • La percezione: quello che notiamo (che ci porta al distinguo tra razionale ed emozionale);
  • La valutazione: la nostra propensione al rischio (facendo da spartiacque tra riflessivo e innovativo);
  • L’azione: da dove prendiamo l’energia (che divide il pratico dall’ idealista).

In base a queste tre dimensioni, si definiscono gli otto stili del Brain Style e quindi anche quello del visionario tipico di Steve Jobs. Profilo che evidenzia una maggiore tendenza ad essere: emozionale, innovativo ed idealista.

Steve seguiva il proprio istinto e riusciva a navigare le emozioni, traendone tutta l’energia necessaria per raggiungere il suo scopo.

Era in grado di prendersi la responsabilità delle proprie azioni, trovando soluzioni ad un problema e imparando dai propri errori (come quando fu licenziato dalla Apple e considerò questo evento come la miglior cosa che gli potesse capitare).

Tutte queste sue qualità gli permisero di perseguire i obiettivi eccellenti. Obiettivi animati dal suo scopo profondo: quello di regalare a tutti, anche quelli meno tecnologici, la possibilità di pensare in modo differente.

Grazie alla sua genialità e alla sua determinazione rivoluzionò il mondo digitale.

Ma non dobbiamo essere per forza Steve Jobs per fare la differenza.

Ognuno di noi può lavorare sulla propria intelligenza emotiva, sfruttando i propri punti di forza e lavorando sulle proprie aree di miglioramento.

Ognuno di noi può lavorare sulla propria consapevolezza e sulla propria intenzionalità imparando a conoscere noi stessi perché, come disse Steve Jobs, nel suo famoso discorso alla Stanford University:

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno sempre cosa vogliamo realmente diventare.”

Valentina Accomando – Psicologa Clinica – Paserio & Partners



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