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DALLA PIRAMIDE AL CERCHIO

13 maggio 2018

Dalla Piramide al Cerchio. Il titolo di un bellissimo libro di “Guido Zaccarelli” che ti porta in una nuova dimensione aziendale.

Un posto dove l’organizzazione verticistica lascia lo spazio ad un’organizzazione dove la persona è al centro, diventando il fulcro del sistema.

Un sistema che si lascia alle spalle l’idea del capo, per sostituirlo con quello del leader che condivide con il team il proprio sapere e la propria conoscenza nell’interesse di uno scopo comune.

Un sistema a cerchio, dove le persone lavorano in gruppo in forma accrescitiva.

Dove tutti partecipano in modo attivo, al fine di un’analisi oggettiva della realtà organizzativa e la formulazione di proposte funzionali al raggiungimento di obiettivi comuni.

Zaccarelli riporta la metafora delle galee.

Le galee (derivazione etimologica di galera) avevano come corpo vogatori: schiavi, galeotti e buonavoglia.

La vita a bordo era molto dura per queste persone e, spesso, portava alla morte.

Chi non riusciva a reggere il compito, infatti, veniva sostituito e buttato in mare.

Proprio come le galee, le aziende ancorate ad un sistema organizzativo verticistico e rigido, vedono le persone come lo strumento di lavoro per la massimizzazione della produttività.

Pensiamo alle catene di montaggio, dove la velocità di avanzamento della linea di produzione è fondamentale.

Qui le persone devono produrre. Non sono pagate per fornire un contributo personale per il miglioramento del ciclo produttivo.

Devono mantenere il ritmo fino allo sfinimento, così come nelle galee.

E quando lo stress fa braccetto con la perdita di dignità, vanno in malattia guardando come spettatori la sostituzione del loro posto di lavoro.

Un sistema obsoleto in un contesto ormai cambiato.

Anche le galee, ad un certo punto della storia, sono state abbandonate per sostituirle con vascelli più rapidi e veloci per navigare sulle rotte oceaniche.

Rotte, in cui oggi sono presenti navi di grande dimensione dotate di ogni comfort per soddisfare i desideri di noi passeggeri.

E perché non pensare che anche le organizzazioni, così come le imbarcazioni, hanno la necessità di essere sostituite?

Come è possibile mantenere le organizzazioni attuali in un mercato dinamico, flessibile, digitale e in continua evoluzione?

Ieri ho avuto la fortuna di partecipare ad un workshop di AIDP, dove due aziende virtuose, Philips e Magneti Marelli, hanno raccontato la loro storia di Change Management.

Un percorso studiato attentamente a tavolino.

Una strategia condivisa ai vertici e via via espansa a tutte le figure aziendali.

Coinvolgimento, comunicazione, determinazione, passione e coerenza è quello che è emerso dalle loro testimonianze.

Non sono mancate le difficoltà.

Ma ci hanno creduto talmente tanto in quel progetto che le difficoltà si sono trasformate in sfide e nuove opportunità di crescita.

Esempi da riproporre anche nelle piccole e medie aziende perché, come diceva Paul Watzlawich, “la credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà, è la più pericolosa di tutte le illusioni”.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Consulente Strategico – Coach



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