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COINVOLGERE LE PERSONE PER INNOVARE L’AZIENDA

2 settembre 2018

Per promuovere la crescita aziendale e “fare lo switch” verso l’innovazione, bisogna cambiare.

Ma come si può cambiare un’azienda se i vertici rimangono ancorati alle vecchie abitudini?

Come prima cosa, quindi, pensiamo al cambiamento di mindset dei vertici.

I vertici sono pronti a cambiare mindset?

Che tipo di imprenditore abbiamo davanti agli occhi?

Un imprenditore vecchio stampo, ancorato a un sistema organizzativo obsoleto e intrappolato nelle sue convinzioni, o un imprenditore flessibile, pronto a mettersi in discussione?

Una domanda ad alternativa di risposta, che fa la differenza sulla possibilità di intraprendere o meno il percorso di cambiamento.

Una volta definita la possibilità di imboccare il percorso, e una volta che i vertici hanno “fatto loro” questa convinzione, la danza può iniziare.

Ma come si può attivare la motivazione interiore, trasformando le persone in attori proattivi e nei nuovi artefici del destino aziendale?

Con l’engagement, e la consapevolezza che il cambiamento si attiva e non si chiede.

Quindi, una volta che i vertici hanno cambiato mindset e hanno raggiunto la consapevolezza che il cambiamento deve partire da loro, bisogna creare le condizioni ambientali, lavorative, organizzative e relazionali, che permettano alle persone di sentirsi libere di esprimere le proprie opinioni.

In un ambiente positivo, dinamico, flessibile, aperto all’innovazione, dove c’è un riconoscimento della persona come individuo e risorsa dell’azienda, le potenzialità latenti emergono, portando a galla la passione, la voglia di fare, l’entusiasmo e la motivazione che alimentano il volano dell’azione di valore e del gioco di squadra.

Quali sono le azioni che i vertici possono mettere in atto per creare un ambiente così stimolante?

Al primo posto, possiamo sicuramente mettere la verifica della comunicazione.

Un dialogo aperto e costruttivo tra manager e collaboratori, la possibilità di parlare apertamente di situazioni critiche, l’abitudine al feedback, la programmazione di riunioni periodiche per condividere e allineare il personale, l’istituzione di strumenti per la raccolta di suggerimenti, sono solo alcuni degli esempi da attuare per la mappatura della comunicazione aziendale.

Un altro punto, che ritengo rilevante, è l’organizzazione, rivedere i processi organizzativi e gli strumenti operativi messi a disposizione dei collaboratori in modo da permettergli di fare bene il loro lavoro.

La metodologia giapponese delle 5S, in questo caso, ci può essere d’aiuto.

Una metodologia nata per rendere efficienti i processi entrando in un’ottica di miglioramento continuo:

  • Seiri, ossia separa, scarta le attività disfunzionali che portano solo ad una perdita di tempo;
  • Seiton, ossia riordina, sistema mettendo ordine alle attività che sono rimaste;
  • Seiso, ossia pulisci, spazza l’ambiente perché un ambiente pulito e ordinato non nasconde inefficienze;
  • Seiketsu, ossia standardizza quello che hai creato, trasformandolo in un metodo efficiente da riproporre;
  • Shitsuke, ossia diffondi nell’azienda il nuovo modo di agire.

Oltre alla comunicazione e all’organizzazione, qual è l’altro punto cardine?

L’ambiente di lavoro.

Creare un ambiente dove la persona sta bene e ha degli spazi adeguati per svolgere la propria attività lavorativa, può fare la differenza.

Oggi, l’ambiente lavorativo considerato ideale per il benessere (ben-essere ossia stare bene) del lavoratore si chiama “resimercial design” dato dall’unione della parola “residenziale” e “commerciale”.

Spazio pensato e ideato come la propria abitazione.

Un ambiente, dove le persone ruotano nelle varie postazioni, occupando gli spazi che gli servono a seconda dell’attività svolta.

Comunicazione, organizzazione e ambiente di lavoro sono quindi le tre macro aree da prendere in considerazione.

Come si può intuire, quindi, coinvolgere i collaboratori per trasformarli negli attori di un processo di cambiamento, è sicuramente una sfida impegnativa e complessa ma, se ben strutturata da un punto di vista strategico e se mantenuta nel tempo, può trasformarsi nel miglior investimento aziendale, con risultati straordinari per tutti gli attori coinvolti e per lo stesso cliente finale.

Sandra Paserio – Consulente del Lavoro – Consulente Strategico HR – Coach

 



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